“Proprio questa mattina in Commissione Sanità abbiamo ascoltato la relazione del Garante dei detenuti della Toscana. Mi preme sottolineare che a parer mio la figura del Garante dei detenuti non dovrebbe limitarsi a una visione parziale, ma dovrebbe occuparsi integralmente di tutto il mondo che ruota attorno al pianeta carcere, a partire proprio dai lavoratori che ne garantiscono la sicurezza e la gestione quotidiana.
Nelle prossime settimane mi recherò personalmente in visita al carcere ‘Don Bosco’ di Pisa, per incontrare e portare la mia vicinanza a poliziotti penitenziari, educatori e personale sanitario e ascoltare le loro esigenze.
I dati ufficiali che troviamo nella relazione del Garante, fotografano le difficoltà dell’istituto pisano. Al 31 dicembre scorso, il ‘Don Bosco’ ospitava 272 detenuti nonostante che l’istituto dovrebbe averne massimo 193 e ben 154 sono stranieri per una percentuale del 57% ben al di sopra della già critica media nazionale. Tra la popolazione straniera si registra inoltre una forte presenza di extracomunitari.
A questo si aggiunga che la complessità della gestione della struttura è pesantemente gravata dalle problematiche connesse alla tossicodipendenza e alla criminalità legata agli stupefacenti.
Andrò al Don Bosco per verificare di persona le condizioni di sicurezza e per raccogliere le istanze dei lavoratori: l’amministrazione penitenziaria deve tornare a esercitare il ruolo che la legge le assegna e garantire l’incolumità di chi lo Stato lo rappresenta ogni giorno dentro le sezioni detentive” lo fa sapere il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio regionale Diego Petrucci.





