Pisa, 17 luglio 2026 – “La Tenuta di San Rossore è un patrimonio naturalistico, storico e immobiliare di rilievo nazionale che non può essere utilizzato dalla Regione Toscana come un bancomat o come una voce di bilancio flessibile per coprire altre falle. I fondi nati storicamente per la sua cura devono andare solo e soltanto a San Rossore.
Nel 1999, quando lo Stato ha trasferito la proprietà della Tenuta alla Regione la legge nazionale n. 87 stabilì lo stanziamento di una cifra precisa a valere sul fondo di compensazione: oltre 4 miliardi e mezzo di vecchie lire, equivalenti a più di 2 milioni e 350 mila euro all’anno. Risorse certe, nate per un vincolo di destinazione d’uso esclusivo: la gestione, la tutela e la valorizzazione di San Rossore. Da quando però quel flusso dello Stato è stato ‘fiscalizzato’ e inserito nei flussi generici del bilancio regionale, la certezza delle risorse è svanita.
Nel corso degli anni, l’architettura di questi stanziamenti ha subito scossoni inaccettabili. I fondi per gli investimenti, che fino al 2015 erano di 2 milioni di euro all’anno, sono stati completamente azzerati dal 2016 al 2021. Anche la quota per le spese correnti ha registrato pesanti oscillazioni, scendendo prima a 338 mila euro e risalendo poi a 400 mila nel bilancio 2022-2024. Una gestione finanziaria che non mira certamente alla valorizzazione del Parco.
Per questo da tempo sto portando avanti questa battaglia e nelle settimane scorse ho presentato una interrogazione che andrà in aula martedì in cui chiedo al Presidente Giani e la Giunta di dare spiegazioni sulla vicenda. Questo gioiello naturalistico ha delle potenzialità infinite dal punto di vista ambientale, turistico ed economico ma fino ad oggi la Regione non ci ha mai investito adeguatamente e ha dimostrato di non avere alcun progetto” lo fa sapere il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio regionale toscano Diego Petrucci.
Nel 1999, quando lo Stato ha trasferito la proprietà della Tenuta alla Regione la legge nazionale n. 87 stabilì lo stanziamento di una cifra precisa a valere sul fondo di compensazione: oltre 4 miliardi e mezzo di vecchie lire, equivalenti a più di 2 milioni e 350 mila euro all’anno. Risorse certe, nate per un vincolo di destinazione d’uso esclusivo: la gestione, la tutela e la valorizzazione di San Rossore. Da quando però quel flusso dello Stato è stato ‘fiscalizzato’ e inserito nei flussi generici del bilancio regionale, la certezza delle risorse è svanita.
Nel corso degli anni, l’architettura di questi stanziamenti ha subito scossoni inaccettabili. I fondi per gli investimenti, che fino al 2015 erano di 2 milioni di euro all’anno, sono stati completamente azzerati dal 2016 al 2021. Anche la quota per le spese correnti ha registrato pesanti oscillazioni, scendendo prima a 338 mila euro e risalendo poi a 400 mila nel bilancio 2022-2024. Una gestione finanziaria che non mira certamente alla valorizzazione del Parco.
Per questo da tempo sto portando avanti questa battaglia e nelle settimane scorse ho presentato una interrogazione che andrà in aula martedì in cui chiedo al Presidente Giani e la Giunta di dare spiegazioni sulla vicenda. Questo gioiello naturalistico ha delle potenzialità infinite dal punto di vista ambientale, turistico ed economico ma fino ad oggi la Regione non ci ha mai investito adeguatamente e ha dimostrato di non avere alcun progetto” lo fa sapere il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio regionale toscano Diego Petrucci.





