Firenze, 17 settembre 2026 -“Siamo di fronte a un quadro sconcertante. Se le accuse saranno confermate, ci troviamo davanti a una violazione gravissima dei doveri professionali, dell’etica medica e delle leggi dello Stato. La notizia delle perquisizioni a carico di due dottoresse a Livorno e Firenze – nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Ravenna sul presunto rilascio di certificati falsi per bloccare i rimpatri dei clandestini – impone un chiarimento immediato. Per questo abbiamo depositato un’interrogazione e chiediamo che il Presidente Giani e l’Assessore Monni riferiscano nel primo Consiglio regionale utile.
Mentre il Governo lavora senza sosta per garantire la sicurezza nazionale ed espellere chi non ha diritto di restare in Italia, si continuano a tollerare sacche ideologiche che sabotano la legalità. Usare la professione medica come uno scudo per eludere la legge e bloccare le espulsioni è un fatto inaccettabile: significa rimettere in strada soggetti che spesso si sono macchiati di reati gravi, mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini.
La tutela della salute è un principio sacro, ma non permetteremo mai che venga strumentalizzata per fini politici. A Giani e Monni chiediamo: il quadro dettagliato delle certificazioni di inidoneità rilasciate nel 2025 e 2026, suddiviso per ogni singolo presidio ospedaliero e Pronto Soccorso della Toscana; quali azioni si intendono adottare per standardizzare e verificare, in modo rigido e terzo, la correttezza delle visite pre-ingresso nei CPR; quali azioni urgenti intende attivare la Giunta per impedire radicalmente che la certificazione medica diventi un grimaldello per eludere le espulsioni. Su legalità e sicurezza non accetteremo alcun tentennamento o rinvio da parte della Giunta regionale. Chiediamo la massima trasparenza per tutti i cittadini troppi spesso vittime di reati per mano di immigrati regolari che non hanno alcun diritto di rimanere qui.” Lo dicono i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia e componenti della Commissione Sanità Diego Petrucci e Jacopo Cellai.





