Casa Cerretini: che prevalga il buon senso!

La vicenda della famiglia Cerretini è uno di quei casi in cui si ha la netta sensazione che il cittadino finisca schiacciato da un corto circuito della pubblica amministrazione.

Nessuno mette in discussione il rispetto delle sentenze e della legalità. Ma qui non siamo di fronte a chi ha costruito abusivamente o ha cercato di aggirare le regole. Siamo di fronte a una famiglia che ha presentato un progetto, ottenuto un regolare permesso di costruire, investito i risparmi di una vita e realizzato la propria casa confidando nella validità di un atto rilasciato dallo Stato.

Solo dopo anni di contenzioso si è scoperto che quel titolo non era idoneo. È evidente, quindi, che queste persone sono vittime di una confusione amministrativa che non hanno creato e della quale non possono essere gli unici a sopportare le conseguenze.

Per questo credo che sia compito della politica individuare soluzioni che mettano il buon senso al timone delle decisioni.

La prima domanda da porsi è molto semplice: una casa moderna, realizzata in bioedilizia, con un progetto innovativo, può essere smontata e ricostruita in un’area idonea? Se la risposta è sì, quella strada deve essere percorsa fino in fondo. Sarebbe una soluzione rispettosa della sentenza, della tutela ambientale e della dignità di una famiglia che ha sempre agito nella convinzione di essere in regola.

C’è poi un paradosso che non può essere ignorato.

Si vorrebbe demolire una casa in bioedilizia, a bassissimo impatto ambientale, con consumi quasi nulli e realizzata secondo i più moderni criteri di sostenibilità, per tutelare un’area boscata che, a causa dell’abbandono e della mancata manutenzione di chi ne aveva la responsabilità, si presenta oggi come una boscaglia incolta e degradata.

È difficile spiegare ai cittadini come possa essere considerata una vittoria per l’ambiente abbattere un edificio altamente efficiente producendo tonnellate di rifiuti e spreco di materiali.

Il Comune di Ponsacco, che non ha responsabilità nell’origine della vicenda ed è tenuto a rispettare le sentenze, può comunque svolgere un ruolo fondamentale, che mi auguro voglia esercitare!

Perché uno Stato forte non è quello che scarica sui cittadini le conseguenze dei propri errori, ma quello che sa assumersi le proprie responsabilità e trovare soluzioni ragionevoli. E in questa vicenda, oggi più che mai, il buon senso deve prevalere sulla burocrazia.