Cpr e certificati medici: In Toscana numeri preoccupanti

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Firenze, 22 settembre – Il 68% degli stranieri sottoposti a visita al Santa Maria Annunziata nei primi quattro mesi del 2026 è risultato inidoneo.

Numeri che, secondo Fratelli d’Italia, richiedono chiarezza e attenzione sulla gestione delle procedure sanitarie legate ai rimpatri degli immigrati irregolari. È quanto emerge dalla risposta dell’assessore regionale alla Sanità Monia Monni all’interrogazione presentata dal consigliere regionale di FdI e vicepresidente del Consiglio regionale toscano Diego Petrucci, sugli sviluppi dell’indagine relativa al rilascio di presunti certificati medici falsi per evitare il trasferimento nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr).

Il caso indicato da Petrucci come particolarmente significativo riguarda l’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri. Nel 2025, su 105 immigrati sottoposti agli accertamenti, 46 sono stati giudicati inidonei, pari al 43,8%. Nei primi quattro mesi del 2026 il dato è ulteriormente aumentato: 34 persone su 50, ovvero il 68%, sono risultate inidonee.

“Numeri che ci fanno capire quanto la situazione sia seria”, afferma Petrucci, sottolineando che l’assessore Monni ha richiamato il principio secondo cui i medici agiscono secondo “scienza e coscienza”. “Non ho alcun dubbio sul fatto che la stragrande maggioranza dei dottori agisca secondo scienza e coscienza – aggiunge – ma questi numeri dovrebbero far saltare sulla sedia chiunque”.

Secondo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, occorre verificare con attenzione che le procedure previste dalla legge vengano applicate correttamente. Petrucci contesta inoltre quelle che definisce “giustificazioni per chi lavora contro le leggi dello Stato”, riferendosi all’ipotesi di certificazioni falsificate nell’ambito dell’inchiesta.

Nel corso della risposta all’interrogazione, l’assessore Monni ha inoltre comunicato che è stato disposto un nuovo protocollo d’intesa tra Asl e Prefettura di Firenze per la gestione della procedura.

“Questo fatto ci conferma che abbiamo fatto benissimo a intervenire all’indomani dello scoppio dell’inchiesta di Ravenna”, sostiene Petrucci. “Non è ammissibile che un medico o un qualsiasi funzionario pubblico applichi le leggi dello Stato solo se e quando gli fa comodo o se condivide un’ideologia. Le regole vanno rispettate ed applicate da tutti, che piacciano o no”.

Petrucci torna quindi sul tema della sicurezza e delle espulsioni degli stranieri destinatari di provvedimenti di rimpatrio, sostenendo che a pagare le conseguenze delle politiche che definisce di “resa della sinistra” siano soprattutto le fasce più deboli e chi vive nelle case e nei quartieri popolari.

“Per Fratelli d’Italia deve essere espulso il maggior numero possibile di immigrati clandestini che infrangono le nostre regole», conclude Petrucci. «Pretendiamo che le nostre città siano liberate e che le leggi della Repubblica vengano applicate con fermezza per garantire la sicurezza delle nostre comunità”.