Aquarno, le acque delle piene dell’Arno come riserva per l’estate

aquarno, diego petrucci fratelli d'italia

Santa Croce sull’Arno, 2 novembre – Ho visitato il depuratore Aquarno di Santa Croce sull’Arno insieme ai sindaci Roberto Giannoni e Fabio Mini, rispettivamente di Santa Croce sull’Arno e Castelfranco di Sotto.

Un incontro istituzionale importante, che ci ha permesso di approfondire il funzionamento di uno dei tre più grandi impianti di depurazione della Toscana e le criticità che sta affrontando in relazione ai nuovi assetti del distretto conciario.

La diminuzione dei reflui industriali, legata alla riduzione dell’attività conciaria, e soprattutto la mancata remunerazione adeguata della depurazione civile stanno mettendo a dura prova la sostenibilità economica dell’impianto. Oggi depurare un metro cubo di reflui civili costa circa 80 centesimi, mentre il riconoscimento pubblico è di appena 25 centesimi.

Aquarno svolge tuttavia un ruolo strategico per il trattamento delle acque reflue civili di Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto, Santa Maria a Monte e Fucecchio, con la prospettiva futura di servire anche la Valdinievole.

Il confronto si è poi allargato alla gestione dell’acqua, una risorsa sempre più preziosa per il nostro territorio. Tra le ipotesi emerse, quella di accumulare le acque delle piene dell’Arno nelle casse di laminazione, per poterle utilizzare come riserva durante i mesi estivi.

Un tema che merita attenzione e approfondimento: trasformare una risorsa che oggi viene gestita durante le piene in una possibile disponibilità idrica per i periodi di siccità può rappresentare una prospettiva strategica per il territorio.