Pisa, 3 novembre 2026 – Ho dedicato l’intera giornata di lunedì 2 novembre al Distretto del Cuoio, visitando il consorzio Aquarno a Santa Croce sull’Arno, partecipando a un incontro presso Poteco e concludendo il tour a Cuoio Depur, a Ponte a Egola, nel comune di San Miniato.
Ho voluto conoscere da vicino queste realtà, che rappresentano un’eccellenza tecnologica e industriale non soltanto per la Toscana, ma per l’intero Paese e per l’Europa.
Gli impianti di depurazione del Distretto del Cuoio sono strutture all’avanguardia, nelle quali confluiscono le acque industriali del comparto conciario insieme a decine di migliaia di metri cubi di acque civili. Sono infrastrutture indispensabili: senza la possibilità di depurare le acque, tutto il settore conciario, uno dei comparti trainanti della nostra economia regionale, non potrebbe lavorare.
Questi impianti, inoltre, stanno assumendo un ruolo civile e sociale sempre più importante per le nostre comunità, arrivando a servire non soltanto il territorio del Cuoio, ma anche la Valdinievole.
Proprio per questo ritengo indispensabile una revisione degli accordi di programma tra consorzio ed enti pubblici. Occorre fare chiarezza sui costi, sulle tariffe e sulle cifre reali della depurazione, tutelando la competitività delle imprese e garantendo la sostenibilità economica dell’intero sistema.
C’è poi un’altra questione che non possiamo più rimandare: la revisione delle norme sul battente idraulico. È necessario superare vincoli penalizzanti che rischiano di frenare lo sviluppo e l’operatività degli impianti e delle aziende del territorio. Su questo tema sarà mio impegno lavorare per una revisione della programmazione regionale.
La giornata trascorsa nel Distretto del Cuoio mi ha confermato la vitalità di un territorio ricco di energie, capacità imprenditoriale e voglia di investire. Qui ci sono aziende che innovano, creano lavoro e rappresentano un patrimonio fondamentale per l’economia toscana.

Sono orgoglioso di quello che i nostri imprenditori del comparto conciario hanno saputo costruire in questi anni. Ma proprio perché abbiamo un sistema produttivo di questo valore, la politica regionale ha il dovere di metterlo nelle condizioni di continuare a crescere.
Non possiamo chiedere alle imprese di essere competitive, investire e innovare se poi le penalizziamo con una burocrazia eccessiva, costi di gestione poco chiari e normative che rischiano di limitarne l’attività.
Difendere il Distretto del Cuoio significa difendere il lavoro, le imprese e il futuro economico di un’intera parte della Toscana. Su questi obiettivi continuerò a portare avanti il mio impegno in Consiglio regionale, affinché alle eccellenze del nostro territorio corrispondano finalmente risposte concrete.





