Referendum. Un SÌ per garantire più sicurezza e giustizia ai più deboli

Pisa, 19 marzo 2026 – Ho voluto fare questa campagna elettorale tra la gente, nei bar, perché la giustizia non riguarda solo gli addetti ai lavori, ma tutti noi. Ogni giorno leggiamo di spacciatori, rapinatori e persone che prendono a testate i poliziotti per poi essere rilasciati dopo poche ore con scuse assurde: ‘stato di necessità’, ‘stress da arresto’ o perché hanno 20 anni o ne hanno 60. In quale altro Stato al mondo accade questo?
Questi provvedimenti arbitrari vanificano il lavoro straordinario delle Forze di Polizia. Molti cittadini ci dicono: ‘Siete al governo, perché non siete più severi?’. Hanno ragione, ma devono sapere che il lavoro del Parlamento è ostacolato da una parte della magistratura che ha scelto di fare politica invece di applicare le leggi. La Costituzione è chiara: il Parlamento scrive le leggi e i magistrati le devono applicare tutte, non solo quelle che gli piacciono. Se un giudice vuole fare politica, si tolga la toga e si candidi.
Questa riforma serve a proteggere i più deboli. Chi vive nelle ville con piscina non ha paura; a scappare dai parchi della periferia quando cala il buio sono le famiglie povere, gli anziani e i bambini. Noi vogliamo un’Italia dove chi sbaglia vada in galera e dove chi aggredisce un poliziotto o spaccia davanti alle scuole non trovi una scusa pronta per tornare in libertà.
Votare significa dire basta a una magistratura che dal ’92 ad oggi ha preteso di decidere chi può governare e chi no. La separazione delle carriere dei magistrati e il doppio CSM permetteranno di avere una giustizia giusta. Per questo è importante andare a votare domenica e lunedì e fare una croce sul .
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