Santa Chiara, Pisa deve ambire a un ruolo di rilievo internazionale

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Santa Chiara, Pisa deve pensare in grande. La città ha il diritto e il dovere di ambire a un ruolo internazionale. Pisa ha non soltanto il diritto, ma addirittura il dovere di pensare in grande. Di candidarsi a diventare una delle capitali europee e uno dei principali centri attrattivi del Mediterraneo. Un ruolo che compete a questa città e che la sua storia, lunga secoli, ha già tracciato.

In questa prospettiva, la rigenerazione dell’area del Santa Chiara rappresenta un passaggio fondamentale. Parliamo della partita urbanistica più importante della Toscana e di una delle più importanti d’Italia. Una sfida di questa portata non può essere giocata in difesa, condizionata da una visione di corto respiro o da qualche istanza privata di basso cabotaggio. Deve essere affrontata con una visione di sviluppo europea e internazionale.

È per questo che mi batto da anni in prima persona. Quando ero candidato sindaco, insieme a Maurizio Nerini, Filippo Bedini e Raffaele Latrofa, con la lista Noi Adesso Pisa, lanciammo l’idea di realizzare all’interno del Santa Chiara un grande centro congressi e un polo fieristico, capace di mettere in rete e valorizzare i nostri straordinari centri di eccellenza.

Sono orgoglioso che l’attuale giunta di centrodestra abbia fatto propria questa impostazione.

Pisa capitale europea dei congressi significa attrarre investimenti, portare ricchezza sul territorio e creare posti di lavoro. E quale luogo migliore del Santa Chiara? Siamo di fronte a una delle aree più belle e attrattive del mondo, affacciata sulla straordinaria cornice di Piazza dei Miracoli. Un luogo che può e deve diventare un motore di sviluppo internazionale.

Ma la nostra ambizione non si ferma qui.

Più recentemente ho lanciato un’altra idea: fare di Pisa la San Francisco del Mediterraneo. Abbiamo un ecosistema del sapere straordinario, fatto di università, centri di ricerca, alta formazione e innovazione. Un patrimonio che può diventare un potentissimo elemento di attrazione per le startup dell’intera area mediterranea e per i progetti legati al Piano Mattei, offrendo percorsi di formazione, accelerazione d’impresa e relazioni internazionali.

Non è un sogno astratto: è una prospettiva concreta. Dal 18 al 21 novembre Pisa ospiterà la seconda edizione del TMB, Tuscany Mediterranean Bridge, con una partecipazione e un’attenzione di respiro internazionale. Un appuntamento che dimostra quanto la città possa essere protagonista di queste dinamiche.

E trovo francamente risibili anche le obiezioni sulla presunta difficoltà di raggiungere il Santa Chiara. Evidentemente chi le solleva conosce poco la città e le sue infrastrutture.

Il Santa Chiara dista appena 400 metri dalla stazione ferroviaria di Pisa San Rossore, che sarà collegata attraverso un percorso pedonale protetto e sistemi di mobilità meccanizzata. Lo stesso vale per chi arriva in automobile, grazie al parcheggio scambiatore di via Pietrasantina.

Insomma il Santa Chiara è raggiungibile in rotaia direttamente dall’aeroporto internazionale Galilei, una possibilità straordinaria, quasi unica nel panorama italiano.

Il punto, quindi, non è chiedersi se Pisa sia in grado di sostenere una sfida così ambiziosa. Il punto è decidere se vogliamo davvero giocarla.

Io non ho dubbi: Pisa deve pensare in grande. Non possiamo accontentarci di amministrare l’esistente, dobbiamo costruire il futuro. E il Santa Chiara è uno dei luoghi da cui questo futuro può e deve partire.